Togli il veleno, salva il fratello

“Non giudicate… non condannate” (Lc 6,37)

Lunedì 2 marzo 2026
I settimana di Quaresima


🔥 Invoco lo Spirito Santo

Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.

Amen.


📜 Leggo Luca 6,36-38

36 Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. 37 Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. 38 Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.


😌 Medito

Nel brano di Lc 6,36-38, il messaggio di Gesù si concentra su una parola chiave: misericordia. Il Signore ci esorta a modellare il nostro agire su quello del Padre celeste, che è ricco di misericordia e compassione verso tutti i suoi figli, nessuno escluso. La misericordia non è un concetto astratto, ma si traduce in gesti concreti: nel «non giudicare», «non condannare», nel «perdonare» e nel «donare».

Quando Gesù invita a non giudicare, non intende dire che dobbiamo ignorare il bene o il male, ma piuttosto ci mette in guardia dall’assumere un atteggiamento di chiusura e di superiorità nei riguardi di chi sbaglia. Il giudizio spesso nasce da un cuore che non ha sperimentato fino in fondo la tenerezza di Dio.

Le parole di Gesù sul non giudicare non sono il via libera all’impunità. Se così fosse, infatti, che cosa dovremmo dire dei magistrati che fanno i giudici per professione? Gesù, pertanto, non ci ordina di togliere il giudizio dalla nostra vita, ma piuttosto di togliere il veleno dal nostro giudizio! Cioè quella dose di astio, di rifiuto, di vendetta che si mescola spesso alla valutazione obiettiva dell’errore fatto.

Il comando di Gesù: «Non giudicate e non sarete giudicati» è seguito immediatamente dal comando: «Non condannate e non sarete condannati». La seconda frase serve a spiegare il senso della prima. Il riferimento alla «misura buona, pigiata, colma e traboccante» sottolinea la sovrabbondanza dell’amore di Dio, che va ben al di là delle nostre attese. Se desideriamo ricevere misericordia, dobbiamo prima di tutto offrire misericordia. Qui c’è un chiaro principio di reciprocità: con la misura con cui trattiamo gli altri saremo trattati noi.

In Quaresima, il messaggio di Lc 6,36-38 acquista un importanza speciale: ci viene ricordato che il cammino penitenziale non è solo un esercizio individuale, ma è anche un’uscita da sé verso gli altri, per imitare la gratuità e la larghezza del cuore di Dio: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso».


🤔​ Rifletto

👉​ «Non giudicate… non condannate… perdonate… date…».
– Quattro imperativi che formano un programma concreto di vita evangelica. Mi domando: in quali situazioni tendo a giudicare gli altri? Ho mai condannato chi non conoscevo davvero? E come reagisco quando subisco un torto?

👉​ «Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
– Questa frase è un invito serio a rivedere i criteri con cui tratto gli altri. Se sono generoso, riceverò generosità; se sono avaro, sperimenterò la stessa chiusura. In quale ambito della mia vita ho maggiormente bisogno di imparare la larghezza di cuore?


🙏 Prego

Signore,
quanto spesso i miei pensieri e le mie parole
si trasformano in giudizi affrettati!
Donami la grazia di ricordare
che Tu mi guardi sempre con amore,
nonostante i miei limiti e i miei errori.

Aiutami a capire che la tua misericordia
non è un premio che mi conquisto,
ma un dono gratuito da accogliere
e da riversare sui fratelli.

Rendimi capace di perdono sincero,
soprattutto verso chi mi ha profondamente ferito.
Fa’ che ogni giorno cresca in me il desiderio di donare,
senza attendere nulla in cambio.

Amen.


💪​ Mi impegno

In questa Quaresima mi eserciterò, oltre che nell’astinenza dal mangiare carne, soprattutto nell’astenermi dal condannare. Se mi accorgo di essere sul punto di pronunciare un giudizio negativo o una sentenza di condanna, cercherò di sostituire quelle parole con il silenzio o con una preghiera di benedizione per le persone in questione.


💝 Custodisco nel cuore

Il giudizio spietato nasce sempre dal dimenticare quanto sono stato amato e perdonato io per primo. Se sento il bisogno di sentirmi superiore, torno a cercare la tenerezza del Padre.

Carmelo Vitellino
02-03-2026