Il rischio di usare Dio per se stessi

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo (Mt 23,11)

Martedì 3 marzo 2026
I settimana di Quaresima


🔥 Invoco lo Spirito Santo

Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.

Amen.


📜 Leggo Matteo 23,1-12

1 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2 dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4 Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7 dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10 E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11 Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12 chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.


😌 Medito

È importante notare che in questo brano Gesù assume un tono insolitamente severo. Infatti, nei Vangeli Gesù è sempre misericordioso verso i peccatori, i poveri, i malati, le persone fragili e ferite dalla vita. Con questi non alza mai la voce, non li umilia, non li condanna. Qui invece la sua parola è dura, perché è rivolta a coloro che hanno responsabilità di guida e rischiano di usare Dio per affermare se stessi.

Gesù sottolinea, anzitutto, un primo grande errore: la frattura tra la parola e la vita. «Dicono e non fanno». Gli scribi e i farisei conoscono la Legge, la insegnano, la spiegano, ma non si lasciano plasmare da essa. Moltiplicano parole su Dio senza lasciarsi realmente cambiare da Lui.

Da qui nasce il secondo errore, ancora più grave, perché ricade sugli altri: «Legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente». La Legge, che doveva essere viatico alla libertà, diventa un fardello che schiaccia. Essi sono esigenti con gli altri e indulgenti con se stessi, incapaci di usare compassione. Gesù, al contrario, si è sempre fatto vicino a chi era stanco e oppresso, ha alleggerito i loro pesi, ha condiviso la loro fatica, fino a caricarsi Lui stesso del peso dell’umanità sulla croce.

Il terzo errore riguarda la ricerca della propria gloria: «Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati». Qui Gesù smaschera un orgoglio sottile, che può annidarsi anche dentro le pratiche religiose autentiche. È il desiderio di essere visti, riconosciuti, considerati importanti. La fede diventa un palcoscenico invece che un luogo di incontro con Dio.

In questo contesto Gesù cita i “filatteri”. Si tratta di piccoli astucci di cuoio che contengono pergamene con versetti della Torah. Gli ebrei osservanti li indossano durante la preghiera, legandone uno al braccio sinistro, vicino al cuore, e uno sulla fronte, vicino alla mente, come segno di fedeltà alla Parola di Dio. Il gesto, in sé, è buono, ma Gesù rimprovera il fatto che «allargano i loro filatteri», cioè li esibiscono rendendoli vistosi. Così, un segno della relazione con Dio diventa strumento di vanità. Non si vive la Parola nel cuore, la si mostra all’esterno.

A questo modo distorto di vivere la fede, Gesù oppone una visione radicalmente diversa. Ricorda che uno solo è il Maestro e uno solo è il Padre. Tutti gli altri sono fratelli. Nessuno è il centro, nessuno è la fonte. Ogni autorità, nella comunità dei discepoli, ha senso solo se si mette a servizio e rimanda a Dio.

Il vertice del brano è nella frase: «Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo». Qui Gesù non dà solo una regola morale, ma rivela il volto stesso di Dio: Dio non domina, serve; non schiaccia, si abbassa; non cerca il primo posto, ma l’ultimo.

La conclusione di Gesù è un ribaltamento dei criteri seguiti dal mondo: «Chi si esalterà sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». Non è una minaccia, ma una legge spirituale. L’orgoglio chiude il cuore, l’umiltà lo apre. La Quaresima diventa così un tempo prezioso per una verifica sincera: la nostra preghiera, il nostro servizio, i nostri gesti di carità nascono davvero da un cuore umile, o cercano ancora l’approvazione e lo sguardo degli altri? Gesù non chiede di essere perfetti, ma veri, e promette che chi sceglie la via del servizio non resterà mai solo.

🤔​ Rifletto

👉​«Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere».
– Spesso nella vita incontriamo persone che dicono cose giuste ma non vivono ciò che insegnano. Riconosco anche in me questa incoerenza? Mi capita di indicare una via ma poi non percorrerla?

👉​ «Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati ».
– In quali situazioni cerco l’approvazione degli altri più che la volontà di Dio? Come posso passare dal desiderio di apparire alla sincera ricerca di servire?

👉 «Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli».
– Questa affermazione demolisce ogni gerarchia di potere basata sulla vanagloria e ci rimanda a un’unica paternità, quella di Dio. So vivere la fraternità senza sentirmi superiore o inferiore a qualcuno?

👉 «Chi si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Gesù stesso è il modello: pur essendo il Signore, si è fatto servo, fino al dono totale di sé. So intravedere in quest’atteggiamento la vera grandezza?


🙏 Prego

Signore Gesù,
spesso mi nascondo dietro apparenze e desideri di successo,
dimenticando che tu guardi il cuore.
Aiutami a essere vero discepolo,
coerente tra ciò che dico e ciò che vivo.
Donami la forza di non cercare l’ammirazione degli uomini,
ma la comunione con Te.
Insegnami a servire con gioia,
perché nel servizio umile c’è la vera grandezza.

Amen.


💪​ Mi impegno

Oggi sceglierò un gesto di servizio nascosto verso qualcuno, senza farlo notare o dirlo agli altri, con la sola intenzione di rendere concreta l’umiltà che Gesù mi chiede.


💝 Custodisco nel cuore

Non cerco di essere “qualcuno” davanti agli uomini, ma mi accontento di essere “figlio” davanti a Dio.

Carmelo Vitellino
03-03-2026