Dio ti aspetta al pozzo per dissetare il tuo cuore

“Dammi da bere” (Gv 4,7 )

Domenica 8 marzo 2026
III domenica di Quaresima
Anno A


🔥 Invoco lo Spirito Santo

Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.  Amen.


📜 Leggo Giovanni 4,5-30.39-42

5 Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7 Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”. 8 I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9 Allora la donna samaritana gli dice: “Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”. I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10 Gesù le risponde: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. 11 Gli dice la donna: “Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?”. 13 Gesù le risponde: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”. 15 “Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. 16 Le dice: “Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui”. 17 Gli risponde la donna: “Io non ho marito”. Le dice Gesù: “Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18 Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. 19 Gli replica la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta! 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. 21 Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità”. 25 Gli rispose la donna: “So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa”. 26 Le dice Gesù: “Sono io, che parlo con te”.
27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: “Che cosa cerchi?”, o: “Di che cosa parli con lei?”. 28 La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29 “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?”. 30 Uscirono dalla città e andavano da lui.
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: “Mi ha detto tutto quello che ho fatto”. 40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41 Molti di più credettero per la sua parola 42 e alla donna dicevano: “Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.


🔍​ Colgo il messaggio nel contesto

📍​All’inizio del capitolo 4 di Giovanni si racconta che Gesù lascia la Giudea perché cresce la tensione con i farisei (cf. 4,1-3). Dalla Giudea, quindi, Gesù decide di ritornare in Galilea, e potrebbe farlo risalendo la valle del Giordano. La strada era più piana, più sicura e permetteva di non dover attraversare la Samaria, regione montuosa ma soprattutto terra ostile ai giudei. Invece – precisa il testo – Gesù “doveva” passare in Samaria (Gv 4,4): in obbedienza a Dio, proprio perché la sua missione non è ristretta solo ai giudei, Gesù attraversa quella terra. E così incontra dei nemici: i samaritani erano ebrei, ma da alcuni secoli si erano separati dai giudei, fino a rinnegare il tempio di Gerusalemme e a costruirne uno nuovo sul monte Garizim. Da allora regnava inimicizia tra giudei e samaritani, ritenuti quest’ultimi impuri e idolatri, al punto che quando alcuni giudei vorranno rivolgere a Gesù l’insulto più infamante gli diranno: “Sei un samaritano, un indemoniato!” (Gv 8,48). Eppure Gesù accetta di incontrare anche questi nemici religiosi, si fa samaritano tra i samaritani.

📍​L’incontro tra Gesù e la donna samaritana è strutturato in sei momenti:
1. L’incontro al pozzo (vv. 5-9): Gesù chiede da bere a una donna nemica.
2. Il dialogo sull’acqua (vv. 10-15): il passaggio dalla sete materiale a quella spirituale.
3. La rivelazione sulla vita della donna (vv. 16-19): Gesù mette a nudo la vita della Samaritana, che lo riconosce come Profeta.
4. Il dialogo sul vero luogo del culto (vv. 20-26): la grande rivelazione sul Padre e sul Messia.
5. Il ritorno della donna al villaggio e la sua testimonianza (vv. 27-30): essa diventa apostola tra i suoi concittadini.
6. La fede dei Samaritani (vv. 39-42): “Noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.

📍Questa scena è, quindi, il racconto di una rivelazione progressiva: la donna passa da vedere Gesù come giudeo, a vederlo come profeta, e poi come possibile Messia, e infine come Salvatore del mondo.

📍Dopo l’episodio della Samaritana, Gesù torna in Galilea e compie il secondo segno a Cana, guarendo il figlio di un funzionario del re. Questo episodio ha un parallelismo interessante con quello della Samaritana:
– in Samaria molti credono perché accolgono la parola di Gesù;
– in Galilea il funzionario crede, insieme con tutta la sua famiglia, perché vede il segno della guarigione.


😌 Medito

✅ Gesù arriva presso il pozzo di Giacobbe. È mezzogiorno, l’ora più calda del giorno. Gesù è stanco per il viaggio e si siede presso il pozzo. I discepoli sono andati in città a comprare da mangiare. Arriva una donna samaritana ad attingere acqua. Già questo è un fatto curioso. Normalmente le donne andavano al pozzo la mattina presto o alla sera, quando il caldo era minore. Il fatto che questa donna venga a mezzogiorno fa pensare che sia una persona un po’ isolata nel villaggio, probabilmente evitata dalle altre donne.

✅ Gesù le dice: «Dammi da bere». È una richiesta molto semplice, ma anche molto sorprendente. Un uomo giudeo che parla con una donna samaritana non era affatto una cosa normale. Per questo la donna reagisce con stupore: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?».

👉​ La Samaritana vede in Gesù un’umanità diversa da quella che lei si poteva aspettare. E questo fatto è da considerare molto rilevante per noi, oggi, che viviamo in un tempo in cui c’è una spaventosa disumanità. Se pensiamo al fatto che un antico Concilio – quello di Calcedonia del 451 d. C. – ha stabilito che Gesù è “vero Dio e vero uomo”, cioè che in Lui troviamo la verità del nostro essere umani, io mi chiedo: ma questa umanità l’abbiamo veramente ricevuta, interiorizzata, fatta nostra, oppure no?

✅ Gesù risponde con parole apparentemente incomprensibili: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». La donna non capisce. Pensa all’acqua del pozzo. E dice: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva». Gesù parla su un piano simbolico e spirituale, ma la donna interpreta tutto in senso materiale. È un meccanismo tipico del vangelo di Giovanni: Gesù parla in profondità e l’interlocutore fraintende. La verità è che Gesù le sta parlando di un’altra acqua e, quindi, di un’altra sete. Le sta aprendo gli occhi su una realtà che lei non pensava affatto che potesse esistere.

✅ Gesù le spiega: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». Qui l’acqua diventa il simbolo della vita divina che Gesù è venuto a donare all’umanità. La donna allora risponde: «Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Anche in questo caso la donna continua a pensare in termini materiali.

✅ A questo punto il dialogo cambia direzione. Gesù dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». La donna gli risponde: «Io non ho marito». Gesù le dice: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gesù dimostra di conoscere la sua vita. Non la condanna, non la giudica, ma la mette davanti alla verità della sua storia.

👉​Al di là delle interpretazioni metaforiche (i cinque mariti potrebbero simboleggiare i cinque culti samaritani), ciò che conta è che il discorso diventa personale. Finché si parla di religione in generale, va tutto bene; ma quando Gesù parla di me, tutto cambia. La Samaritana capisce che non ha davanti solo un profeta, ma qualcuno che le parla della sua esistenza.

✅ La donna reagisce dicendo: «Signore, vedo che tu sei un profeta». E subito sposta il discorso su una questione religiosa: il luogo del culto. «I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Era la grande controversia tra Giudei e Samaritani: Gerusalemme o il monte Garizim? Gesù risponde con parole straordinarie: «Viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre». E poi pronuncia la frase centrale: «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità». Con Gesù cambia tutto. Non è più un luogo geografico che determina il culto, ma la relazione con Dio. «Dio è spirito – afferma Gesù – e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».

👉​ La risposta di Gesù è “scandalosa”: Dio è il tempio di se stesso. Ma dietro a questa risposta ce n’è un’altra, ancora più “scandalosa”: voi siete il tempio di Dio. Gesù afferma la libertà di Dio da tutti i santuari per fare di noi il Suo santuario. Dio è spirito, è come il vento (cf. Gv 3,8): non lo puoi imprigionare in un edificio.

👉 Qui Gesù introduce la chiave di tutta la sua rivelazione: la parola Padre. È venuta l’ora in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. La paternità di Dio è universale: siamo tutti – nessuno escluso – suoi figli adottivi. Questo fonda la fraternità universale. È ciò che aveva capito molto bene Francesco d’Assisi, che rifiutò il titolo di “Abate” (Padre) per i responsabili della sua comunità, preferendo quello di “Guardiano” dei suoi fratelli. Se Dio è il Padre, noi siamo tutti fratelli e sorelle. Per questo Gesù dice: «Non chiamate nessuno “padre” sulla terra», perché questa categoria non deve distruggere la fraternità.

✅ La donna allora afferma: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». E qui avviene una rivelazione straordinaria. Gesù le dice: «Sono io, che parlo con te». È una delle rare volte, nel vangelo di Giovanni, in cui Gesù dichiara così apertamente la sua identità di Messia.

✅ A questo punto arrivano i discepoli e si meravigliano che Gesù parli con una donna, ma nessuno osa chiedere spiegazioni. La donna lascia la sua anfora e corre in città. Questo dettaglio è molto bello: lascia la brocca, lascia cioè il motivo per cui era venuta al pozzo. Ha trovato qualcosa di più importante dell’acqua del pozzo. Va in città e dice alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». La donna diventa così una testimone. Diventa, potremmo dire, la prima missionaria.

👉 È veramente straordinario che Giovanni scelga come prima missionaria una donna, per giunta eretica e non certo “santa” secondo i canoni morali. Come farà poi con Maria Maddalena, l’apostola degli apostoli.

✅ Molti Samaritani credono in Gesù proprio grazie alla parola della donna. Poi vanno da Gesù, lo ascoltano e credono per esperienza personale. E alla fine dicono alla donna: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». Questa è una conclusione straordinaria: Gesù non è soltanto il Messia di Israele, è il Salvatore del mondo.


💡​Alla luce di Gv 4,5-30.39-42, chi è Gesù e chi è la Chiesa?

👉​ Gesù è:

Colui che prende l’iniziativa della salvezza. Il dialogo comincia con una richiesta sorprendente: «Dammi da bere». Gesù appare come stanco, assetato, vulnerabile. Ma Dio si avvicina all’uomo proprio attraverso questa umanità fragile di Gesù;
il donatore dell’acqua viva. Gesù promette: «Chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete». L’acqua viva indica: la vita di Dio, la vita dello Spirito, la pienezza interiore che solo Dio può dare. Gesù non offre semplicemente una dottrina religiosa: offre una vita nuova;
il rivelatore della verità dell’uomo. Quando parla della vita della donna, Gesù mostra di conoscere la sua storia. Non giudica, ma illumina la verità. Questo rivela che Gesù è: profeta, colui che legge il cuore umano. La verità diventa via di liberazione;
Colui che inaugura il vero culto. Alla domanda sul luogo del culto (Gerusalemme o Garizim), Gesù risponde: «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità». Con Gesù: il culto non è più legato a un luogo, bensì diventa relazione viva con Dio. Gesù è quindi il mediatore del nuovo rapporto con il Padre;
il Messia. Alla fine del dialogo Gesù rivela in maniera esplicita: «Sono io, che parlo con te». La cosa sorprendente è che questa rivelazione non viene fatta a un capo religioso o ad un discepolo, ma ad una donna samaritana marginale;
il Salvatore del mondo. La conclusione del racconto è decisiva. I Samaritani dicono: «Noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo». Questo è uno dei titoli di Cristo più universali del Vangelo. Gesù non è soltanto Messia di Israele, ma Salvatore di tutta l’umanità.

👉 La Chiesa è:

una comunità di persone incontrate da Cristo. La donna samaritana rappresenta l’essere umano che ha sete, ha una storia ferita, incontra Gesù. La fede nasce da un incontro personale;
una comunità trasformata dall’incontro con Cristo. Un segno simbolico molto bello è la donna che lascia la brocca. Quel gesto indica che la sua priorità cambia, l’incontro con Gesù diventa più importante di tutto. La Chiesa nasce da persone trasformate da Cristo;
missionaria. La donna corre in città e dice: «Venite a vedere…». Non fa un discorso teologico. Racconta la propria esperienza. La Chiesa nasce così: da chi racconta ciò che Gesù ha fatto nella sua vita;
colei che conduce all’incontro diretto con Cristo. I Samaritani prima credono per la parola della donna. Poi dicono: «Non è più per la tua parola che noi crediamo». La Chiesa non sostituisce Cristo. La sua missione è condurre le persone a incontrarlo personalmente.

🤔​ Rifletto

👉​ Dove cerco io l’acqua che può davvero dissetare la mia vita?


🙏 Prego

Signore Gesù,
tu che ti sei fermato stanco al pozzo
e hai chiesto da bere a una donna straniera,
insegnami a riconoscerti
anche quando ti presenti nella semplicità
e nella fragilità di un uomo.

Tu conosci la sete che porto nel cuore
e che spesso cerco di placare
con acque che non dissetano.

Donami l’acqua viva,
l’acqua che diventa sorgente interiore
e che conduce alla vita vera.

Signore,
tu che conosci la verità della mia vita,
guarda con misericordia la mia storia:
le mie fatiche, le mie incoerenze,
le mie ferite e le mie paure.

Fa’ che non abbia paura della tua verità,
perché la tua parola non condanna
ma libera e rinnova.

Insegnami ad adorare il Padre
in spirito e verità,
non con parole vuote
ma con un cuore sincero
che si affida a te.

Come la donna di Samaria,
fa’ che anch’io lasci la mia brocca,
ciò che mi trattiene e mi appesantisce,
per correre ad annunciare
la gioia dell’incontro con te.

Rendi anche me testimone semplice e vero,
capace di dire agli altri:
“Venite e vedete”.

E fa’ che la mia vita
diventi un segno della tua presenza,
perché molti possano scoprire
che tu sei davvero
il Salvatore del mondo.

Amen.


💪​ Il mio impegno


💝 Custodisco nel cuore

Quando lascio parlare Cristo nella mia vita, anche la mia storia
diventa annuncio per gli altri.

Carmelo Vitellino
08-03-2026

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