
“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti…
ma a dare pieno compimento“ (Mt 5,17)
Mercoledì 11 marzo 2026
III settimana di Quaresima
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
📜 Leggo Matteo 5,17-19
17 Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18 In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
😌 Medito
Nel cuore del discorso della montagna, Gesù sente il bisogno di chiarire un possibile equivoco. Le sue parole, così nuove, così libere, così radicali, potevano far pensare a una rottura con la Legge di Mosè e con i Profeti. Per questo afferma con forza: «Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento». Questa affermazione di Gesù è decisiva, perché ci aiuta a comprendere che il Vangelo è come il frutto che porta a pienezza il seme (la Legge e i Profeti).
Quando Gesù parla di Legge e Profeti, sta indicando tutta la rivelazione di Dio, per mezzo della quale il Signore ha educato il suo popolo, passo dopo passo, attraverso alleanze, promesse, cadute e riprese. Dire che nulla della Legge e dei Profeti viene abolito significa riconoscere che della rivelazione niente è superato o da archiviare. Qui Gesù soltanto ci tiene a precisare che tutto ciò che Dio ha detto e fatto prima della sua venuta trova finalmente in Lui un senso pieno.
Il verbo “compiere” è la chiave del brano. Gesù non si limita a osservare la Legge in modo impeccabile, né si pone come un maestro più esigente degli altri. Egli porta la Legge al suo fine ultimo, che è l’amore. La Legge, che poteva apparire come un insieme di precetti da osservare, in Gesù rivela il suo volto più autentico: quello di essere pedagoga dell’amore. Tutto ciò che Dio ha chiesto al suo popolo lungo i secoli aveva una direzione precisa: condurre il cuore umano verso la comunione con Lui e con i fratelli.
Quando Gesù afferma che «non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge», usa un linguaggio molto concreto. Lo iota è la lettera più piccola dell’alfabeto ebraico, il trattino è un segno quasi invisibile che distingue lettere simili. È come dire: nulla della Parola di Dio è insignificante. Anche ciò che sembra minimo ha valore, perché tutto concorre a rivelare il volto del Padre. Ma questo non significa fissarsi su dettagli legalistici. Al contrario, Gesù sta dicendo che la fedeltà vera non sceglie ciò che conviene e scarta il resto, ma si lascia guidare dall’intera volontà di Dio.
Il rischio che Gesù intravede è duplice. Da una parte, c’è la tentazione di rendere i comandamenti innocui, adattandoli alle proprie comodità. Dall’altra, c’è la tentazione opposta, quella di osservarli in modo rigido, senza lasciarsi trasformare interiormente. Gesù prende le distanze da entrambe. La giustizia del Regno non è né lassista né legalista, ma è profondamente una giustizia che nasce dall’ascolto, dall’amore, dalla comunione con Dio.
Per questo Gesù collega il fare e l’insegnare. Non basta conoscere la Legge, né proclamarla correttamente. Ciò che conta è viverla, lasciando che plasmi l’esistenza. Nel Regno dei cieli è veramente grande chi si lascia convertire dalla Parola e, con umiltà, aiuta anche altri a camminare nella stessa direzione.
In chiave spirituale, questo brano ci invita a guardare la nostra relazione con la Parola di Dio. C’è sempre il rischio per noi di accogliere volentieri soltanto quelle parole che ci consolano e mettere tra parentesi quelle che ci disturbano. Gesù, invece, ci propone un cammino in cui la Parola non viene addomesticata, ma accolta come luce che orienta tutta la vita. Gesù, invece, ci chiama a lasciarci plasmare da tutta la Parola, anche quando essa apre domande, chiede conversione, invita a cambiare direzione.
In altre parole, il compimento della Legge, di cui oggi ci parla Gesù, coincide con la nascita di un cuore nuovo: un cuore capace di tenere insieme ciò che spesso, per nostra comodità e convenienza, separiamo: preghiera e vita, fede e giustizia, amore per Dio e amore per il prossimo.
In Cristo la Legge smette di essere un peso e diventa una strada. Non la strada degli obblighi, dei precetti, ma quella della libertà: la libertà dei figli che imparano, passo dopo passo, ad amare come il Padre.
🤔 Rifletto
👉 Gesù non cancella i comandamenti, ma ne rivela il cuore.
❓Riesco a vivere i comandamenti come espressione di amore e non solo come dovere?
👉 Gesù parla dello “iota” e del “trattino”, i segni più piccoli della Legge.
❓Riesco a vedere la presenza di Dio anche nelle cose apparentemente minime della vita?
👉 Gesù dice che sarà considerato grande nel Regno di Dio chi osserva e insegna i comandamenti.
❓La mia fede è più fatta di parole o di fatti concreti? In che modo le mie scelte quotidiane parlano del Vangelo agli altri?
👉 Gesù ci chiama a lasciarci plasmare da tutta la Scrittura.
❓Ci sono aspetti della Parola di Dio che accolgo volentieri e altri che tendo a evitare?
👉 Il “compimento” di cui parla Gesù in sostanza è un cuore che ama.
❓La mia preghiera e la mia vita quotidiana sono unite o separate?
🙏 Prego
Signore Gesù,
tu sei il compimento di ogni promessa
e il realizzatore di ogni profezia.
Quante volte, però, rischio di separare la fede dalla vita!
Aiutami a vivere la tua Parola con fedeltà e passione,
mostrando che in essa c’è la pienezza della gioia.
Insegnami a comunicare il Vangelo
con convinzione e rispetto,
affinché gli altri possano incontrare il tuo amore.
Amen.
💪 Mi impegno
In questa Quaresima farò in modo che la Parola che Dio mi dona largamente ogni giorno non resti solo una parola ascoltata, ma diventi uno stile di vita, vissuto soprattutto nelle piccole scelte quotidiane, dove l’amore dà compimento alla Legge.
💝 Custodisco nel cuore
| Il compimento della Legge non è nella perfezione delle regole, ma nella verità dell’amore. |

Carmelo Vitellino
11-03-2026
