
“Se io scaccio i demòni con il dito di Dio,
allora è giunto a voi il regno di Dio” (Lc 11,20)
Giovedì 12 marzo 2026
III settimana di Quaresima
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
📜 Leggo Matteo 5,17-19
14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. 15 Ma alcuni dissero: “È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni”. 16 Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. 17 Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. 18 Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. 19 Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. 20 Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
21 Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. 22 Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. 23 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
😌 Medito
Il brano di Luca si apre con un gesto di liberazione. Gesù scaccia un demonio che rende muto un uomo, e questi «cominciò a parlare». Nella Bibbia la parola non serve solo per comunicare: è anche segno di vita, di relazione, di possibilità di lode. Infatti, chi non può parlare non può lodare Dio, non può raccontare ciò che vive, non può entrare pienamente in relazione con gli altri. Questo tocca anche la nostra vita: il male spesso non appare in forme spettacolari, ma come mutismo spirituale, quando non riusciamo più a pregare, quando non sappiamo più dire “grazie!”, quando non abbiamo più parole buone per gli altri.
La guarigione del muto è un segno del Regno che avanza, perché restituisce all’uomo la possibilità di comunicare e di entrare in relazione con Dio e con gli altri.
Di fronte a questo segno, però, non c’è un’accoglienza unanime. Alcuni si meravigliano, altri diffidano, altri ancora sospettano fino a giungere all’accusa più grave: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Siamo dinanzi ad un rovesciamento assurdo e drammatico, nello stesso tempo: il liberatore (Gesù) viene accusato di essere l’oppressore (Satana).
Gesù risponde con una parola lucida e disarmante: «Un regno diviso in se stesso non può stare in piedi»; il male non lavora contro se stesso. Gesù smonta l’accusa svelando la sua radice cattiva: quando non si vuole riconoscere l’opera di Dio, si arriva a chiamare male ciò che è bene, pur di non lasciarsi convertire.
A questo punto Gesù compie un passo ulteriore e decisivo: «Se io scaccia i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il Regno di Dio». Questa immagine richiama l’evento centrale della liberazione di Israele: l’esodo dall’Egitto. Anche in quel caso i maghi del faraone riconoscono che certe opere non vengono dall’uomo ma da Dio. Il messaggio è chiaro: Dio, per mezzo del Figlio, sta di nuovo liberando il suo popolo. La sua azione non è magia né strategia umana: è l’intervento diretto di Dio nella storia.
L’immagine dell’«uomo forte» custodisce bene il senso del brano. Il male viene descritto come una forza che occupa, controlla e difende il proprio dominio. Ma Gesù si presenta come «il più forte», colui che entra, vince, disarma e libera.
A questo punto il testo diventa esigente. Gesù afferma: «Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde». Davanti alla sua azione non è possibile restare neutrali. Non si tratta di dividere il mondo tra buoni e cattivi, ma di riconoscere che ogni persona è chiamata a una scelta. Anche il non scegliere diventa una scelta, perché lascia spazio al disordine e alla dispersione.
Dal punto di vista spirituale, questo brano invita a un discernimento serio e onesto. Ci sono momenti della nostra vita in cui il male non si presenta in forme clamorose, ma come chiusura, mutismo, paralisi interiore. Ci sono situazioni in cui la liberazione operata dal Signore ci sorprende, ma invece di accoglierla cerchiamo spiegazioni alternative, pur di non lasciarci cambiare.
Gesù ci ricorda che il Regno di Dio è già all’opera, qui e ora. Non è un’idea astratta, ma una presenza che libera, restituisce voce e rimette in cammino. Accogliere Gesù significa permettergli di entrare nella nostra “casa interiore”, anche là dove il «forte» sembra avere il controllo. Significa fidarsi che Lui è davvero «più forte» e che la sua vittoria non toglie nulla, ma restituisce tutto ciò che il male aveva sottratto.
Il Signore conclude con un richiamo alla decisione: «Chi non è con me è contro di me». Non è possibile restare neutrali di fronte a Cristo. O «si raccoglie con Lui», oppure «si disperde», rimanendo avvolti dalle forze del male.
Per questo, il tempo della Quaresima diventa un’occasione preziosa per domandarci con sincerità: dove sta riposando il mio cuore? In Cristo oppure in un pericoloso compromesso con il male?
🤔 Rifletto
👉 L’uomo del Vangelo è reso muto dal demonio.
❓Ci sono momenti della mia vita in cui mi sento interiormente “muto”? Situazioni in cui faccio fatica a parlare con Dio, a esprimergli la mia gratitudine o a dire parole di bene agli altri?
👉 Davanti al miracolo alcuni si stupiscono, altri diffidano.
❓Riesco a riconoscere il bene che Dio compie nella mia vita e nella vita degli altri?
👉 Gesù viene accusato di agire con il potere di Satana.
❓Mi è mai capitato di guardare con sospetto ciò che di buono fanno gli altri, solo perché mi mette in discussione? Il mio cuore è disposto a lasciarsi cambiare quando Dio agisce?
👉Gesù parla dell’uomo forte che custodisce il suo palazzo, ma annuncia anche l’arrivo di uno più forte.
❓Quali “forze” nella mia vita sembrano avere il controllo: paure, abitudini, chiusure, peccati ricorrenti? Credo davvero che il Signore possa entrare e liberare anche queste zone?
👉 Gesù afferma: “Chi non è con me è contro di me”.
❓In quali aspetti della mia vita cerco di restare neutrale davanti al Vangelo? Dove il Signore mi sta chiedendo una presa di posizione più chiara?
👉 Gesù parla di due dinamiche opposte: raccogliere o disperdere.
❓Le mie scelte quotidiane aiutano a costruire comunione, pace e bene? Oppure a volte alimentano divisione, chiusura o indifferenza?
🙏 Prego
Signore Gesù,
Tu vieni a liberarmi dai legami del male,
ma spesso non colgo la grandezza di questa grazia
e resto tiepido.
Accendi in me il desiderio di stare con te,
di raccogliere insieme a te.
Non voglio disperdere nel dubbio
o nella pigrizia spirituale
la chiamata che mi rivolgi.
Donami un cuore libero e coraggioso,
pronto a confessarti come Signore della mia vita.
Amen.
💪 Mi impegno
Oggi affido al Signore una zona fragile della mia vita, credendo che Lui è più forte di ogni male.
💝 Custodisco nel cuore
| Con Cristo si raccoglie, senza di Lui si disperde: scelgo da che parte stare. |

Carmelo Vitellino
12-03-2026
