
La croce, avvolta nel silenzio del tramonto, rivela l’amore di Gesù; il discepolo, fermo ai suoi piedi, impara nel silenzio a lasciarsi raggiungere e a fidarsi di questo amore crocifisso.
“Gesù taceva”
(Mt 26,63 )
Domenica 29 marzo 2026
Domenica delle Palme: Passione del signore
Anno A
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
👀 Leggo Matteo 26,14-27,66
👇 Cosa dice il testo in sé
– Il tradimento di Giuda. Giuda Iscariota si accorda con i capi dei sacerdoti per consegnare Gesù in cambio di denaro.
– L’ultima cena. Gesù celebra la Pasqua con i discepoli: annuncia che uno di loro lo tradirà, istituisce l’Eucaristia (pane e vino come suo corpo e sangue), predice il rinnegamento di Pietro.
– Getsemani. Nel giardino del Getsemani, Gesù è triste e angosciato, prega il Padre, accetta la sua volontà.
– Arresto di Gesù. Arriva Giuda con una folla armata: tradisce Gesù con un bacio, Gesù viene arrestato, i discepoli fuggono.
– Processo religioso. Davanti al sinedrio, Gesù viene accusato con false testimonianze, afferma di essere il Figlio di Dio, viene condannato per bestemmia.
– Rinnegamento di Pietro. Pietro, per paura, nega tre volte di conoscere Gesù, poi piange amaramente.
– Gesù davanti a Pilato. Gesù viene consegnato a Ponzio Pilato: Pilato lo interroga, non trova colpa in lui, ma cede alla pressione della folla.
– Morte di Giuda. Giuda, pentito, restituisce il denaro e si uccide.
– Condanna e scherno. Gesù viene flagellato, i soldati lo deridono (corona di spine, mantello), la folla chiede la sua crocifissione.
– Crocifissione e morte. Gesù viene crocifisso: è insultato e deriso, muore sulla croce, accadono segni straordinari (velo del tempio squarciato, terremoto), un centurione riconosce che “davvero costui era Figlio di Dio”.
– Sepoltura. Giuseppe d’Arimatea depone Gesù nel sepolcro.
– La tomba sorvegliata. I capi fanno mettere delle guardie al sepolcro per evitare che il corpo venga rubato.
😌 Medito (cosa dice il testo a me?)
Gesù, Parola eterna del Padre fatta carne, maestro che ha insegnato alle folle la nuova Legge, Rabbi che ha fatto parlare i muti e ha consolato gli afflitti, nell’ora suprema tace (Mt 26,63); non apre bocca (Is 53,7); non risponde a chi lo accusa (Mt 27,12.14).
Nella Passione, Gesù compie il gesto più grande dell’amore di Dio: mostra fino in fondo la sua misericordia, affronta il male e la morte, e apre a tutti gli uomini la via della liberazione. Per questo sceglie di non difendersi e di restare in silenzio. Non risponde alle accuse, non reagisce alla violenza. Nel suo silenzio prende su di sé tutto il peccato del mondo e, proprio attraverso il silenzio della croce, ci dona la salvezza.
Nel racconto della sua Passione, ascoltiamo come gli uomini parlano, agiscono, si agitano e tramano. Lo fanno tradendo i propri amici, come Giuda; vantandosi e sguainando le spade, come Pietro; organizzando incursioni notturne armati di spade e bastoni, come la folla; testimoniando il falso e condannando a morte, come i sommi sacerdoti; mentendo e rinnegando, come Pietro; facendo i politici e lavandosi le mani, come Pilato; gridando, come la folla, e deridendo, come i soldati.
È così che io, come uomo, parlo e agisco per avere successo nella vita, per raggiungere i miei obiettivi, per essere soddisfatto di me stesso.
Ma a questa cospirazione delle nostre parole, delle nostre azioni, delle nostre agitazioni, dei nostri progetti, Gesù oppone solo la sua Passione, affrontandola in silenzio. Per amore, si lascia fare tutto, senza opporsi. Rimane in silenzio, non apre bocca, non dice nulla. Certo, una sola parola sarebbe bastata al Padre per fornirgli immediatamente più di dodici legioni di angeli (Mt 26,53). Ma queste non sono le vie di Dio. Il Padre ha voluto che suo Figlio portasse il suo amore a tutti, iniziando da chi soffre di più: i poveri, i soli, gli abbandonati, i silenziosi, gli umiliati.
Che cos’è la Passione di Gesù se non la rinuncia a difendersi, a parlare e ad agire? Ha accettato di soffrire e di sopportare tutto in silenzio, anche se il suo amore veniva rifiutato, ma restava tuttavia infinito. Sulla croce, Gesù prende su di sé tutto il peccato del mondo. Ed è proprio con questo dono totale di sé che ottiene, per noi, la vittoria sulla morte e sul peccato.
Di fronte al mistero di questo silenzio dell’amore divino, quale atteggiamento dovrei fare mio durante questa Settimana Santa? Certamente non aggiungendo a tutti gli sforzi umani agitazione, parole e altre farse. Né prendendo su di me, al posto di Gesù, tutto il peso del peccato del mondo: ne sarei travolto, schiacciato. Ma portando il “mio” peccato, sopportando la “mia” debolezza, in breve, accettando umilmente e silenziosamente il perdono di Gesù.
In questa Settimana Santa, la nostra vera forza è credere e sperare nell’amore silenzioso di Gesù. Lasciamo che il suo amore crocifisso incontri il nostro pentimento e le nostre debolezze, che spesso non sappiamo esprimere a parole. Non abbiamo bisogno di dire o fare tante cose: abbiamo bisogno soprattutto di fermarci e di contemplare in silenzio l’amore infinito di Dio che si manifesta sulla croce. E, rivolgendo il nostro sguardo a Gesù, lasciarsi toccare dalla tenerezza dell’amore che Lui nutre per ciascuno di noi: “Il Figlio di Dio mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,20).
💡Alla luce di Matteo 26,14-27,66, chi è Gesù e chi è la Chiesa?
👉 Gesù è:
➡️ Il Figlio obbediente. Non si difende, non reagisce, accetta la volontà del Padre fino in fondo. È il Figlio che si affida completamente.
➡️ Il Servo sofferente. Viene umiliato, rifiutato, condannato. Tace davanti alle accuse (come nel Libro di Isaia). È colui che salva non con la forza, ma con l’amore che soffre.
➡️ Il Giusto innocente. Non ha colpa, ma viene trattato da colpevole: prende su di sé il peccato degli altri. È colui che porta il male del mondo senza restituirlo.
➡️ Il vero Re. È proclamato re per scherno (corona di spine), ma proprio sulla croce manifesta la sua regalità. Regna donando la vita.
➡️ Il Figlio di Dio rivelato sulla croce. Viene riconosciuto alla fine da un pagano (il centurione). La sua identità si capisce pienamente sulla croce.
👉 La Chiesa è:
➡️ una comunità fragile. Pietro rinnega, Giuda Iscariota tradisce, gli altri fuggono. La Chiesa non è fatta di perfetti, ma di peccatori. È una comunità perdonata: Pietro piange e può ricominciare, gli altri saranno ritrovati dopo. Essa vive non dei propri meriti, ma del perdono del Signore;
➡️ chiamata a seguire Gesù: non nella forza o nel successo, ma nella via dell’umiltà, del servizio e dell’amore fedele. La sua identità è imitare Cristo;
➡️ testimone della croce: non annuncia sé stessa, ma Gesù crocifisso e risorto. Esiste per mostrare al mondo questo amore.
🤔 Rifletto
👉 Il racconto della Passione non è solo da “capire”, ma da vivere. Matteo chiede a me, a ciascuno: “Tu, da che parte stai? Ti comporti come Pietro, Giuda, la folla… o segui Gesù?
📍Seguire Gesù significa fidarsi di lui anche nella debolezza e nella sofferenza.
🙏 Prego
Signore Gesù,
tu che nella tua Passione hai scelto il silenzio
e hai amato fino alla fine,
insegnami a fidarmi di te.
Quando sono debole e fragile,
quando sbaglio e ho paura,
ricordami che il tuo amore è più grande del mio peccato.
Donami un cuore umile,
capace di restare con te,
di guardarti sulla croce
e di accogliere il tuo perdono.
Fa’ che, anche nella mia vita,
impari ad amare come ami tu.
Amen.
💝 Custodisco nel cuore
| Gesù mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Anche nella mia debolezza e nel mio peccato, il suo amore rimane fedele. Non devo fare grandi cose: mi basta fermarmi, stare in silenzio, guardarlo e… fidarmi di Lui. |

Carmelo Vitellino
29-03-2026
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