Ecco, verranno giorni – dice il Signore Dio –
in cui manderò la fame nel paese;
non fame di pane né sete di acqua,
ma di ascoltare le parole del Signore (Am 8,11).
Se hai sentito o senti questa fame e questa sete, questo vuoto dentro che ti spinge a cercare un nutrimento che ti sazi il cuore, se hai delle domande irrisolte che vuoi porre al Signore, se stai cercando il modo di sapere quello che pensa e di conoscere quello che gli piace, allora sei ben disposto per cominciare a intraprendere un vero cammino di preghiera, aiutandoti con la Sacra Scrittura.
Ma come “dare il via”? La saggezza della tradizione monastica cristiana ci consegna un metodo, molto semplice, ma anche molto efficace, di cui avrai sentito parlare, che è quello della lectio divina.
👉 La lectio divina non è leggere la Bibbia per sapere di più, ma ascoltarla per diventare “altro” da quello che siamo.
👉 Nella lectio divina non siamo noi a leggere la Parola: è la Parola che legge noi.
👉 La lectio divina non ci fa entrare nella Parola per capirla tutta, ma per lasciarci toccare lì dove Essa fa luce.
👉 La lectio divina trasforma il testo scritto in Presenza viva.
Il metodo della lectio divina, così come l’abbiamo ricevuta dalla tradizione monastica, potremmo riassumerlo in cinque momenti:
🔥 Invocare lo Spirito Santo: prima di pregare “scaldiamo il motore”
L’ascolto della Parola di Dio è l’ascolto di Lui che ti vuole parlare, proprio oggi e proprio a te. Non è la lettura di parole di 2.000 anni fa, ma di una Voce viva e vivente che desidera rivolgersi al tuo cuore. Quindi anzitutto devi avere questa fiducia e questo desiderio di ascoltare, fuggendo quello che san Giovanni Crisostomo definiva “il grande assalto delle cose”. Di sicuro hai mille preoccupazioni e diecimila pensieri e un gran numero di questioni da risolvere e di cose da fare. Ma… se vuoi metterti in ascolto ci vuole un tempo di stand by. I monaci lo chiamavano “statio”: stai fermo, prendi distanza dalle cose, rientra nel tuo cuore e preparati. Quando viene uno a trovarti cerchi di ordinare un po’ la casa e di preparare un ambiente accogliente. Fa’ così col tuo cuore.
Aiutati trovando una posizione adatta del corpo che esprima il tuo atteggiamento di silenzio e raccoglimento e poi chiedi il dono dello Spirito Santo, affidando interamente a Lui il tempo che dedicherai alla preghiera con la Parola. Solo lo Spirito Santo può rendere attuale e viva per te quella Parola che, altrimenti, rimarrà una lettera morta che non potrà cambiare la tua vita e il tuo cuore. Non sono tanto importanti le parole che dici, quanto l’intenzione e il desiderio: “Vieni, vieni Spirito Santo… “.
👀 Leggere attentamente il testo: non occorre essere esperti di bibbia, ma solo aprire il cuore
Dopo esserti sintonizzato con lo Spirito Santo, si tratta ora, semplicemente, di leggere il brano che hai scelto per la preghiera. Non sarà necessario affaticarti la mente sulla scelta del testo. Soprattutto all’inizio un buon metodo è rimanere sulla Parola che ci dona la Liturgia di ogni giorno. Più in là potrebbe essere utile dedicarti alla lettura continua di un intero libro della Scrittura, di uno dei Vangeli ad esempio.
Leggi e rileggi il testo che hai davanti a te. Può essere d’aiuto leggerlo ad alta voce. Stai attento ad ogni singola parola, soprattutto ai verbi. Soffermati sui personaggi e sulle azioni. Cerca di comprendere il significato di quello che leggi. Ti può essere utile rispondere alla domanda: “Che cosa dice il testo in sé?”. Magari ti vengono in mente passi della Scrittura che si collegano a quanto stai leggendo: una buona Bibbia ti può aiutare con la citazione di brani paralleli.
L’importante della lettura è proprio il desiderio di cercare. Mentre leggi cerca Dio in quelle parole, il Suo Volto, chi è Lui, quali sono i suoi sentimenti, come agisce, che cosa insegna, come si è comportato.
🤔 Meditare il testo: quella frase che parla proprio a me
Dopo aver letto con attenzione il brano della Scrittura, si tratta ora di meditarlo, di “rimanerci su” con calma, potremmo dire. Qui ti può essere d’aiuto pensare a quello che fanno le mucche, che sono dei ruminanti! Queste passano tra le 8 e le 10 ore al giorno a masticare il cibo solido che hanno ingerito, a rimescolarlo con la saliva, sminuzzarlo, lasciarlo fermentare fino a poterlo assorbire completamente. Così deve avvenire anche in te con la Parola che hai letto! Deve passarti dentro, trapassarti direi, fino a riempire di sé le diverse parti della tua interiorità: la mente, i sentimenti, gli affetti, i sensi…
Se in ogni parola della Scrittura brillano molte luci, devi in questo momento domandarti quale luce brilla oggi per te, cosa dice proprio a te questo testo. “Tutta la Scrittura è stata scritta per noi”, amava ripetere san Gregorio Magno. Tutta la Scrittura è scritta per me, per te, ci riguarda personalmente, si riferisce a ciascuno di noi. Qui si tratta non tanto di capire il significato del testo in sé, ma come parla al tuo cuore, cosa “smuove” dentro di te, come ti riguarda. Si tratta di interiorizzare la Parola, di custodirla nel cuore, come faceva Maria con le parole del Figlio, anche quelle che non comprendeva subito. Può essere utile semplicemente ripetere un versetto o una frase, come una specie di mormorio interiore che ti tiene compagnia.

La via di Maria: ascoltare, meditare e custodire la Parola di Dio

La Parola di Dio custodita nel cuore ci porta l’Amore Trinitario
Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola. Facciamo silenzio prima di coricarci, perché l’ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola.
Dietrich Bonhoeffer
L’orecchio è il principio dell’ascolto della Parola, il cuore è il principio della crescita: custodita nel ricordo costante, la Parola cresce, fino a trasformare in sé l’uomo. Tutti siamo chiamati ad ascoltare la Parola e darle corpo nella nostra carne mettendola in pratica.
Comunità monastica di Bose

Carmelo Vitellino
