Dacci oggi il nostro pane che dà senso alla vita

“Pregando, non sprecate parole come i pagani” (Mt 6,7 )

Martedì 24 febbraio 2026
I settimana di Quaresima


🔥 Invoco lo Spirito Santo

Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.

Amen.


📜 Leggo Matteo 6,7-15

7 Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. 9 Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
10 venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12 e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13 e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

14 Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.


😌 Medito

Il Vangelo ci offre il testo del “Padre Nostro”, la preghiera per eccellenza che Gesù ha insegnato ai discepoli. Questa pagina biblica è un dono straordinario, perché ci mostra come rivolgerci a Dio con la fiducia e la spontaneità di figli che si sanno amati. Gesù sottolinea che non c’è bisogno di molte parole: Dio già conosce le nostre necessità. Quello che conta è un cuore sincero, capace di riconoscere e affidarsi alla paternità di Dio.

Il “Padre Nostro” non è una formula da recitare, ma una vera e propria “scuola del desiderio”. Gesù ci insegna a rimettere in ordine il cuore: prima di chiedere per noi, ci invita a desiderare che il Padre sia amato e il Suo Regno si faccia vicino. Quando mettiamo Dio al primo posto, tutto il resto (il pane, il perdono, la lotta contro il male) trova la sua giusta collocazione e smette di farci paura.

In questo brano è importante fare luce sul significato della parola greca epioùsios (tradotta solitamente con “quotidiano”). In realtà, Matteo non parla di pane “quotidiano” ma di pane “soprasostanziale”, cioè di quel pane che è essenziale per la nostra esistenza. Non chiediamo, quindi, solo il cibo per lo stomaco, ma il senso della vita, cioè Cristo stesso, la sua Parola, il suo Corpo, il suo perdono, il suo amore. È il pane di cui abbiamo bisogno “oggi” per non morire interiormente, è quella forza spirituale necessaria per affrontare ogni giornata senza soccombere allo scoraggiamento.

Un altro aspetto molto forte di questo brano è l’insistenza sul perdono: «Se voi perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi». Il perdono non è un atto secondario, ma è il cuore della vita cristiana; è un dono di Dio, ma allo stesso tempo una scelta coraggiosa che ci rende simili a Lui, ovvero misericordiosi come Lui.

Concludendo, pregare il Padre Nostro significa fare un atto di dignità estrema: riconoscerci figli. Significa smettere di comportarsi da “pagani” che cercano di manipolare Dio con riti e parole vuote, per iniziare veramente a vivere nella fiducia di chi sa di essere atteso, conosciuto e custodito. In questo dialogo intimo, scopriamo che la vera ricompensa della preghiera non è ottenere ciò che abbiamo chiesto, ma scoprire che siamo amati da un Padre che non ci perde mai di vista.


🤔​ Rifletto

👉​ «Sia santificato il tuo nome».
Desidero che Dio sia onorato e amato da tutti. Questo desiderio mi spinge a dare testimonianza del suo amore nel quotidiano.

👉​ «Dacci oggi il nostro pane quotidiano».
Non solo il pane materiale, ma tutto ciò che mi è necessario per vivere in pienezza: salute, amicizia, sicurezza, e soprattutto la presenza di Dio che sostiene la mia anima.

👉 «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori».
Qui c’è un invito chiaro e serio: non posso chiedere perdono a Dio se poi non sono disposto a perdonare chi mi ha ferito. Questo richiede coraggio e, soprattutto, tanta grazia, perché da solo non ne sono capace.


🙏 Prego

Signore Gesù,
Tu hai voluto insegnarci la preghiera più bella,
chiamando Dio “Padre nostro”.
Donami di custodire queste parole nel cuore
e di viverle nella realtà di ogni giorno.

Fa’ che la Quaresima diventi per me
un cammino di verità,
in cui abbandono l’orgoglio
e faccio spazio alla tua misericordia.
Non permettere che mi arrenda
alla durezza e al risentimento,
ma rendimi strumento di pace e di amore.

Amen.


💪​ Mi impegno

Oggi scelgo un atto concreto per allenarmi al perdono. Se ci sono tensioni o incomprensioni con qualcuno, tenterò un passo di riconciliazione: un messaggio di pace, una telefonata, un incontro sincero per superare le distanze. Se mi è difficile contattare direttamente la persona, prego per lei e offro a Dio il mio desiderio di
ricostruire la comunione.


💝 Custodisco nel cuore

Prima di chiedere ciò che ti manca,
ringrazia il Padre che da sempre ti ama.

Carmelo Vitellino
24-02-2026