Non uccidere, nemmeno con le parole

“Se ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5,23-24)

Venerdì 27 febbraio 2026
I settimana di Quaresima


🔥 Invoco lo Spirito Santo

Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.

Amen.


📜 Leggo Matteo 5,20-26

20 Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
23 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26 In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!


😌 Medito

Il brano di Matteo 5,20-26 fa parte del Discorso della Montagna e contiene l’invito di Gesù ad una “giustizia superiore” rispetto a quella formale degli scribi e dei farisei.

Gesù esordisce dicendo: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Non si tratta di aggiungere altre regole (quantità), ma di cambiare il cuore (qualità). Mentre scribi e farisei si concentravano sull’osservanza esteriore della legge, Gesù chiede un’adesione interiore, del cuore. La vera giustizia non è non fare il male, ma fare il bene con amore.

Gesù riprende il comandamento: «Non uccidere» e lo approfondisce: chi si adira o insulta il fratello, dandogli dello «stupido» o «pazzo», è già colpevole. In diversi commenti, Papa Francesco ha spesso sottolineato che l’insulto è l’inizio dell’omicidio. Sminuire l’altro con le chiacchiere o il disprezzo significa uccidere la sua fama e la sua dignità. Il peccato non è solo l’atto estremo di togliere la vita, ma anche il “veleno dell’ira” che portiamo dentro.

Il brano prosegue con l’esempio dell’offerta all’altare: «Se tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono». Dio non accetta un culto separato dalla vita. La preghiera o l’Eucaristia non sono sincere se nel cuore c’è una rottura con il prossimo. È interessante notare che Gesù dice: “Se tuo fratello ha qualche cosa contro di te”, non solo se tu hai qualcosa contro di lui. Questo ci spinge a fare il primo passo anche quando pensiamo di aver ragione.

Infine, Gesù esorta a mettersi d’accordo con l’avversario «mentre sei in cammino». Quello di Gesù è un invito ad un sano realismo. La vita è un cammino breve: non bisogna lasciare che i conflitti si incancreniscano. Risolvere le pendenze “mentre si è per via” evita che le conseguenze umane delle nostre azioni diventino per noi inesorabili.


🤔​ Rifletto

👉​ «Non uccidere».
Spesso diciamo: “Non ho ucciso nessuno”, ma quante volte abbiamo “ucciso” col silenzio, con l’indifferenza o con un giudizio tagliente?

👉​ «Va’ prima a riconciliarti».
Cosa vale di più per Dio: una cerimonia perfetta o un cuore riconciliato?

👉 «Mettiti presto d’accordo».
Il perdono non va rimandato, perché l’astio è una prigione che finisce per consumare chi la abita.


🙏 Prego

Signore, ti presento le mie colpe,
le mie ferite e i miei rancori.
Spesso fatico a perdonare,
a riconoscere i miei errori
e a perdonare quelli altrui.

Aiutami a lasciare sull’altare ogni orgoglio,
per cercare la pace con i miei fratelli.
Fa’ che io non rimandi, ma agisca con coraggio,
perché ogni giorno è prezioso per ricominciare.

Amen.


💪​ Mi impegno

Oggi decido di fare un primo passo concreto per ristabilire il dialogo con chi l’ho interrotto da tempo.


💝 Custodisco nel cuore

Non lasciare che il sole tramonti sul tuo rancore. La giustizia del Regno non è un codice da osservare, ma un amore da liberare, subito, mentre sei ancora in cammino.

Carmelo Vitellino
27-02-2026