
La figura solitaria, salda sulla roccia in mezzo al mare agitato, rappresenta l’uomo fragile immerso nel caos e nelle contraddizioni della vita. Le onde e le ombre sottostanti evocano le false sicurezze e le inquietudini che minacciano di travolgere, mentre la luce che squarcia il cielo indica la presenza fedele di Dio. La roccia, stabile e luminosa, è il simbolo di quella fiducia che non vacilla: solo in Dio l’anima trova riposo e sicurezza.
Salmo 62
“Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare“
(v. 7)
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
🙏 Prego il Salmo 62
1 Salmo. Di Davide.
2 Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
3 Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.
4 Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,
per abbatterlo tutti insieme
come un muro cadente,
come un recinto che crolla?
5 Tramano solo di precipitarlo dall’alto,
godono della menzogna.
Con la bocca benedicono,
nel loro intimo maledicono.
6 Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
7 Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.
8 In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
9 Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore:
nostro rifugio è Dio.
10 Sì, sono un soffio i figli di Adamo,
una menzogna tutti gli uomini:
tutti insieme, posti sulla bilancia,
sono più lievi di un soffio.
11 Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.
12 Una parola ha detto Dio,
due ne ho udite:
la forza appartiene a Dio,
13 tua è la fedeltà, Signore;
secondo le sue opere
tu ripaghi ogni uomo.
😌 Medito
Il Salmo 62 fa parte della terza collezione del Salterio. È una preghiera di fiducia particolarmente intensa che ripete con insistenza, quasi come un ritornello, la frase di apertura: «Solo in Dio riposa l’anima mia» (vv. 2.6). Inoltre, insiste anche sull’unicità di Dio come consolatore: «Lui solo è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: mai potrò vacillare» (vv. 3.7).
Questa fiducia, espressa spesso nei salmi di Davide, mostra come il cuore dell’uomo – per natura “inquieto”, secondo l’espressione famosa di sant’Agostino – trovi riposo solo in Dio: Dio è il rifugio, la salvezza dall’angoscia e dalla preoccupazione. Solo quando posso stare con Dio, solo quando mi fido di Lui, la mia anima trova riposo, perché Lui è la roccia, il baluardo solido. Nel linguaggio biblico, Dio viene paragonato alla “roccia”: chi si fida di Lui diventa stabile, “roccioso” (cf. Sal 125,1). Questa stabilità non viene dall’uomo, ma da Dio.
L’orante, a questo punto, si rivolge ai suoi vicini domandando loro: «Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, per abbatterlo tutti insieme come un muro cadente, come un recinto che crolla?» (v. 4). Io posso essere come un muro cadente, una parete vacillante. Sì, in realtà, io sono instabile, ma chi mi sta accanto che cosa fa? Invece di sostenermi «tramano solo di precipitarmi dall’alto, godono della menzogna. Con la bocca benedicono, nel loro intimo maledicono» (v. 5). Sono amici apparenti, falsi e ipocriti, si trasformano in avversari.
«Solo in Dio riposa l’anima mia». Quando mi confronto con la società di oggi, mi trovo in mezzo a una confusione drammatica, a situazioni ipocrite e false, a trame negative che cercano di farmi cadere. Invece, in Dio l’anima mia riposa, la mia speranza viene da Lui, Lui solo è mia salvezza, mia roccia di difesa, non potrò vacillare. E ripete con insistenza: «In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio» (v. 8).
Dopodiché, l’orante diventa un maestro di spiritualità e si rivolge al popolo indirizzando un’insegnamento, frutto di esperienza personale: «Confida in lui, o popolo, in ogni tempo; davanti a lui aprite il vostro cuore: nostro rifugio è Dio. Sono un soffio i figli di Adamo…» (vv. 9-10).
Il nome “Abele” (in ebraico “hebel”), figlio di Adamo, significa “soffio”. Ricordiamo l’inizio famoso del libro di Qoèlet: “Vanità delle vanità… tutto è vanità” (Qo 1,2). Il termine “vanità” in ebraico è “hebel”, e indica il “soffio”: «Sono un soffio i figli di Adamo, una menzogna tutti gli uomini: tutti insieme, posti sulla bilancia, sono più lievi di un soffio» (vv. 9-10), contano meno della polvere.
Continua l’insegnamento del maestro: «Non confidate nella violenza, non illudetevi della rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore» (v. 11). Non illudetevi di essere forti per le vostre ricchezze!
«Una parola ha detto Dio, due ne ho udite…» (v. 12). L’orante vuole dirci: “Dio ha detto una cosa, ma io ne ho capite due: a Lui appartiene la forza (cf. v. 12) e a Lui appartiene la fedeltà, la grazia, la misericordia” (cf. v. 13). Il Signore agisce con amore e perdona, ma è anche giusto e dà a ciascuno secondo le sue opere (cf. v. 13). Questa è l’idea di fondo del samo 62: Dio è misericordioso e giusto, ed è in Lui che l’anima trova riposo.
🤔 Rifletto
Dove riposa il mio cuore?
Il Salmo 62 mette davanti a una scelta chiara: o fidarsi di Dio oppure appoggiarsi su ciò che è instabile (l’opinione degli altri, il successo, la ricchezza, la forza personale…). Convertirsi, allora, alla luce di questo salmo, significa spostare il centro della fiducia: da sé stessi a Dio.

Carmelo Vitellino
06-05-2026
