
Domenica 14 giugno 2026
XI Domenica del Tempo Ordinario
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
👀 Leggo Matteo 9,36-10,8
Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
😌 Medito
Questo brano può essere compreso in tre grandi movimenti: lo sguardo di Gesù, la chiamata e la missione.
1. Lo sguardo di Gesù: compassione
Gesù non guarda le folle con distacco, ma “ne sentì compassione”. Egli vede la stanchezza dell’essere umano, ne sente la fatica e lo strazio. Guarda e sente in sé il dolore, come fosse cosa sua, la sua pelle, la sua ferita. È questa, in fondo, la compassione: una partecipazione interiore alla sofferenza degli altri.
Le persone sono descritte come:
- stanche e sfinite
- pecore senza pastore
👉 Questo significa disorientamento, mancanza di guida, bisogno di senso e di cura.
Messaggio chiave:
Dio non è indifferente. Prima di agire, vede e si lascia “toccare” nel cuore dalla sofferenza della gente.
2. La chiamata: pochi operai
Gesù afferma:
“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai”.
- La messe è l’umanità pronta ad accogliere il bene
- Gli operai sono coloro che si mettono al servizio
E aggiunge una cosa sorprendente: 👉 prima di mandare, chiede di pregare.
Significato:
- la missione nasce dalla relazione con Dio
- non è solo iniziativa umana, ma risposta a una chiamata
3. La missione dei Dodici
Gesù:
- chiama per nome (relazione personale)
- dona potere (non agiscono da soli)
- invia (la fede non è da tenere per sé)
Cosa devono fare?
- annunciare: “Il regno dei cieli è vicino”
- guarire, cioè prendersi cura
- liberare dal male
- ridare vita, cioè speranza
👉 Non solo parole, ma segni concreti di bene.
4. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
Questa è la parola-chiave di tutto il brano:
- i discepoli non possiedono ciò che danno
- sono canali, strumenti, servi, non padroni
Messaggio forte:
👉 L’amore, la fede, il bene ricevuto non si trattengono né si vendono.
🤔 Rifletto
- Dove vedo oggi persone “stanche e sfinite”?
- In che modo posso essere anch’io “operaio”?
- Sto dando gratuitamente ciò che ho ricevuto gratuitamente?
🙏 Prego
Signore,
tu guardi il tuo popolo e senti compassione,
vedi la nostra stanchezza nascosta,
conosci il peso che portiamo nel cuore.
Siamo come pecore senza guida,
dispersi tra paure e silenzi,
assetati di una voce che chiami per nome.
Non distogliere da noi il tuo sguardo.
Tu dici: “La messe è abbondante”.
Eppure pochi sono gli operai.
Risveglia in noi il desiderio di servirti,
insegnaci a pregare con cuore sincero.
Manda, o Signore, operai nella tua messe,
manda mani che curano e parole che rialzano,
manda cuori capaci di compassione e di tenerezza,
manda anche me, se lo vuoi.
Tu chiami per nome, uno ad uno,
non guardi ai meriti, ma al cuore.
Rendimi disponibile alla tua voce,
pronto a partire senza paura.
Donami il tuo potere che guarisce,
non per dominare, ma per servire,
per asciugare lacrime e spezzare catene,
per portare luce dove c’è oscurità.
Fa’ che io annunci con la vita:
“Il Regno dei cieli è vicino”,
nelle parole semplici, nei gesti nascosti,
nella fedeltà alle piccole cose di ogni giorno.
Gratuitamente ho ricevuto, Signore,
gratuitamente voglio donare.
Liberami dal calcolo e dall’orgoglio,
rendimi trasparente al tuo amore.
E quando mi sentirò stanco,
ricordami il tuo sguardo pieno di misericordia,
che non giudica ma rialza,
che non abbandona ma invia.
A te la lode, Signore della messe,
oggi e nei secoli dei secoli.
Amen.
💝 Custodisco nel cuore la “buona notizia” del vangelo di oggi
Anche nella tua fragilità, il Signore ti chiama e ti manda per essere segno “gratuito” del suo amore

Carmelo Vitellino
14-06-2026
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