
Il tesoro nascosto, la perla preziosa e la rete gettata in mare
Domenica 26 luglio 2026
XVII Domenica del Tempo Ordinario
🔥 Invoco lo Spirito Santo
Dio, nostro Padre
manda su di noi il tuo Spirito Santo
perché spenga il rumore delle nostre parole
faccia regnare il silenzio dell’ascolto
e accompagni la tua Parola
dai nostri orecchi fino al nostro cuore.
Così incontreremo Gesù Cristo
e conosceremo il suo amore.
Amen.
👀 Leggo Matteo 13,44-52
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
😌 Medito
Siamo giunti all’ultima parte del discorso “parabolico” con cui Gesù rivolge alla folla e ai discepoli l’annuncio del regno dei cieli: oggi ascoltiamo le parabole del tesoro e della perla, assai simili tra loro, e quella della rete gettata nel mare.
Nella prima parabola, un contadino, che probabilmente non è ricco, mentre zappa trova qualcosa che non si aspettava: un tesoro nascosto. Cosa fa? Non lo denuncia e, senza pensarci su troppo, con molta sapienza «lo nasconde di nuovo e, pieno di gioia, va a vendere tutti i suoi averi e compra quel campo».
Poco dopo Gesù racconta una seconda parabola – simile alla prima -questa volta avente come protagonista un mercante che di mestiere cerca perle preziose: quando ne trova una di grande valore, anche lui «va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Uno – il contadino – non è ricco, l’altro – il mercante – è molto ricco, ma entrambi – ed è questo che è decisivo – vendono tutto quello che possiedono per potersi impadronire del tesoro e della perla. Non c’è in loro nessun rimpianto per ciò che lasciano, nessuna fatica nel privarsi delle proprie cose. Vendono tutto, sì, ma lo fanno pieni di gioia, perché hanno capito che quello che stanno per guadagnare vale infinitamente di più di quello che stanno per perdere. Il loro non è un distacco doloroso, bensì un “affare” che conviene. Ed è proprio in questo modo che Gesù vuole farci capire cosa significa incontrare il Regno dei cieli.
Pensiamo ai primi discepoli: chiamati da Gesù sul lago, «lasciarono tutto e lo seguirono» (Lc 5,11). Ma se avessimo potuto chiedere a Pietro cosa provava in quel momento, difficilmente ci avrebbe parlato di un sacrificio: piuttosto avrebbe detto di aver trovato qualcosa – o meglio Qualcuno – che valeva più della sua barca e delle sue reti. Diverso invece il caso del giovane ricco, a cui Gesù chiede di vendere tutto quello che ha e di darlo ai poveri per poi seguirlo: lui non ci riesce, e il vangelo racconta che «se ne andò triste, poiché aveva molte ricchezze» (Mt 19,22). La differenza tra questi due esiti non sta nella quantità di beni posseduti, ma nell’aver trovato o non aver trovato il tesoro. Chi lo trova non dice “ho rinunciato a tutto”, ma “ho scoperto qualcosa di così grande che il resto è diventato secondario”. È esattamente ciò che scriverà più tardi Paolo, quando dirà di considerare tutto il resto «come spazzatura, pur di guadagnare Cristo» (Fil 3,8).
Subito dopo, però, Gesù cambia immagine e ci parla di una rete gettata in mare, che «raccoglie ogni genere di pesci»: quando viene tirata a riva, i pescatori si mettono a scegliere, tenendo i pesci buoni nei canestri e buttando via quelli cattivi. È la stessa logica che avevamo già incontrato nella parabola della zizzania, dove il grano buono cresce mescolato alle erbacce fino al momento della mietitura. Gesù stesso ce ne dà la chiave di lettura: «Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni». È un avvertimento chiaro: quella separazione non spetta a noi, né oggi né mai. Il Padre – dice Gesù altrove – «fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni» (Mt 5,45): è paziente con tutti, «perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi» (2Pt 3,9). Sant’Agostino lo diceva con parole efficaci: nell’ultimo giorno “molti che si credevano dentro si troveranno fuori, e molti che si credevano fuori si troveranno dentro”. Un motivo in più per non sprecare energie a giudicare gli altri, e usarle piuttosto per la propria conversione.
Il discorso di Gesù si chiude con un’immagine che riguarda direttamente chi, come noi, si mette in ascolto della Parola: «Ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». È un’immagine bellissima, perché ci dice che comprendere il Regno non significa buttare via ciò che è antico per rincorrere solo la novità, né restare aggrappati al passato rifiutando ciò che è nuovo: significa piuttosto saper attingere da entrambi, con la libertà di chi possiede davvero un tesoro e sa come usarlo. E in fondo, come scrive Paolo ai Colossesi, è proprio in Cristo che «sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza» (Col 2,3): tocca a noi, ogni giorno, andare a cercarli.
🤔 Rifletto
Un punto centrale su cui vale la pena fermarsi, in vista della conversione personale, è il modo in cui il contadino e il mercante reagiscono di fronte al tesoro e alla perla: vendono tutto, ma «pieni di gioia», senza rimpianto.
Questo dettaglio smonta un equivoco spirituale molto comune: pensare che seguire Cristo sia anzitutto questione di rinunce, di mortificazioni, di sacrifici da sopportare, di cose a cui bisogna “dire di no” con fatica e sforzo di volontà. Le prime due parabole dicono l’esatto contrario: chi ha davvero trovato il tesoro non vive il distacco dalle cose come una privazione, ma come una conseguenza naturale, quasi ovvia, della scoperta fatta. Non è la rinuncia a generare la gioia; è la gioia della scoperta a rendere possibile e persino desiderabile la rinuncia.
Convertirsi, allora, non significa anzitutto sforzarsi di lasciare qualcosa, ma lasciarsi sorprendere dal tesoro, cercarlo con la stessa attenzione e passione del mercante che va in giro per il mondo in cerca di perle preziose. Il vero lavoro della conversione personale non è fare la lista di ciò a cui rinunciare, ma farsi la domanda più radicale: “Ho davvero trovato, o sto davvero cercando, quel tesoro che vale più di ogni altra cosa?”. Se manca questa scoperta, ogni rinuncia diventa pesante, quasi impossibile da sostenere, come è successo al giovane ricco, che se n’è andato triste proprio perché non aveva ancora trovato nulla che valesse più dei suoi beni. Se invece il tesoro è stato trovato, anche il distacco più radicale diventa, sorprendentemente, un affare che conviene.
🙏 Prego
Signore, tu sei il tesoro nascosto nel campo del mondo,
la perla che vale più di ogni mio avere.
Fa’ che io ti cerchi con la stessa passione instancabile del mercante,
e che, trovandoti, non pianga per ciò che lascio,
ma gioisca per ciò che ho ricevuto.
Non lasciare che il mio cuore resti attaccato
a beni piccoli, a sicurezze fragili,
mentre tu mi offri un tesoro che non delude
e non passa con il tempo.
Tu solo conosci il grano e la zizzania,
i pesci buoni e quelli da gettare via:
insegnami a non giudicare gli altri,
ma a lasciare a te ogni giudizio,
mentre io mi converto, finché sono in tempo.
Rendimi un discepolo saggio del tuo Regno,
capace di trarre dal tesoro della tua Parola
cose nuove e cose antiche,
per vivere e per annunciare a tutti la tua gioia.
Amen.
💝 Custodisco nel cuore la “buona notizia” del vangelo di oggi
Il Regno di Dio non è un peso da portare ma un tesoro da scoprire
e chi lo scopre non perde nulla: guadagna tutto

Carmelo Vitellino
26-07-2026
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